Tra faggete secolari, borghi di pietra e botteghe d’arte. Dove le tradizioni sanno resistere al tempo
Una veduta aerea del paesaggio di Roccamandolfi con i ruderi del Castello dei Maginulfo, dell’XI secolo.
È nel carattere dei suoi abitanti la cifra distintiva del Molise. Duro come le rocce delle Morge, giganti che affiorano dal verde di morbide colline. Forte come l’acciaio, quello che nelle mani di artigiani specializzati nell’arte della lavorazione a traforo – ne sono rimasti pochi a Campobasso – si trasforma in pezzi unici, cesellati con decorazioni che sembrano merletti fatti all’uncinetto.
Indice
- Produttori DOC
- Ospiti a tavola
- Mani d’artista
- Tesori di pietra
- Sul ponte tibetano
- In sella per boschi di faggi
- Tuffo nella storia
- Un tesoro nella cripta
- Nutrire lo spirito
- Come arrivare in Molise
- Dove dormire a Campobasso
- Dove mangiare in Molise
- Cosa comprare in Molise
Campobasso, fascino del Centro Italia

Sono proprio caparbi e resilienti questi molisani, perché nonostante l’isolamento, nonostante il record negativo nelle classifiche su turismo, natalità e spopolamento, tanti hanno scelto di rimanere. E per fortuna.
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È grazie a loro se questa terra “corridoio” tra Appennino e Adriatico non solo esiste (ancora), ma resiste. Al tempo, che si è congelato tra le vie lastricate del villaggio di Sepino, prima sannitico poi romano, oggi parco archeologico; e alle mode, forse perché molte, qui, nemmeno arrivano. Ed è bellissimo così.
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Produttori DOC
In un’era dominata dal turismo mordi-e-fuggi, la frase “l’ospite è sacro” può suonare anacronistica, eppure in Molise è di grande attualità. Ed esprime il senso dell’ospitalità locale, fatta di modi gentili, sorrisi sinceri e spontanei, mai impostati.
Un interprete di questa genuina accoglienza è Andrea Santorelli, imprenditore under 40 di Campobasso, al timone di un progetto nato per dare voce e spazio ai piccoli produttori eccellenti della regione. Nella sua bottega in centro Il Molise Non Esiste vende (anche online) dall’agroalimentare – legumi, conserve, pasta, miele, vino e molto altro – ai manufatti.
Tra questi spiccano posate, forbici e tagliacarte in acciaio realizzati da Antonio Muccino, 61 anni, traforatore da 45, che ha un sogno: “avviare un corso serale gratuito per insegnare ai giovani le basi di questa antica tradizione, che non deve andare perduta”, spiega.
Soltanto una cosa non può essere comprata: “la cortesia, perché quella è gratuita”, dice Santorelli con tono schietto. “Chi entra in negozio non è solo un cliente, ma un amico, una persona da accogliere, ascoltare, consigliare. Ed è proprio questo legame umano a dare un senso al mio lavoro”.
Ospiti a tavola
Sempre nel cuore di Campobasso, la stessa accoglienza calorosa si ritrova tra le mura quattrocentesche del Monticelli, ristorante dei fratelli De Castro, che nel 2006 hanno compiuto una scelta controcorrente. “Restare”, dice Simona, eletta migliore chef d’Italia nel 2017. “E investire nella nostra terra mentre molti partivano”, aggiunge Simone, sommelier e custode di una cantina che conta oltre 400 etichette accuratamente selezionate.
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Mani d’artista
Un copione che si ripete anche nell’Antica Stamperia Aurora di Maria Pia Minichetti, che ha ereditato dal padre l’attività avviata quasi un secolo fa. È il suo viso luminoso il vero invito a entrare e a scoprire, tra un torchio antico, caratteri mobili, penne d’oca e calamai, un saper fare che trasforma la carta in arte: un tesoro in via d’estinzione.

Tesori di pietra
Proseguendo la passeggiata verso largo San Leonardo si lascia il Borgo Murattiano, il centro ottocentesco, e si arriva a piedi fino al Castello Monforte, il punto più alto della città, oggi un involucro vuoto con un sacrario militare.
Lungo via Matris, nei vicoli stretti del vecchio Borgo Medioevale va in scena il lavoro degli scalpellini di Oratino, Borgo più bello d’Italia, che erano considerati i migliori della regione. Scalinate in pietra, facciate di palazzi e chiese – San Giorgio è la più antica di Campobasso, quella di San Bartolomeo è un gioiello romanico – sfoggiano decorazioni in pietra chiara delle Morge come unica materia prima, unita all’ineffabile maestria degli artigiani.

Sul ponte tibetano
Si lascia il capoluogo per andare alla scoperta di atmosfere sospese. Nella vicina provincia di Isernia la prima tappa è a Roccamandolfi, paesino di 700 anime avvitato su una collina a 850 metri di altitudine, con un centro storico che si attraversa in pochi minuti. La sensazione è che il tempo qui scorra pigramente, tra una partita a carte nel bar della piazza della chiesa dedicata a San Liberato, i bimbi che giocano a palla e i vecchi – che non si offendono se li si chiama così – seduti uno accanto all’altro sulle panchine a chiacchierare mentre aspettano l’ora di cena.
Oltre la statua del Brigante, ricordo del tempo in cui queste montagne erano patria del brigantaggio, partono i tour in e-bike ideati da Giancarlo De Gregorio, 35 anni, fondatore di Life Cycles. Guida escursionistica e molisano che ha deciso di restare, Giancarlo accompagna turisti e appassionati delle due ruote “in luoghi immersi nella natura, lontani da ogni rumore e dal turismo di massa”, racconta.
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Finalmente in sella, dopo circa tre chilometri sotto i ruderi del Castello dei Maginulfo risalente all’XI secolo, ecco il ponte tibetano installato sopra il canyon del torrente Callora e, appena più su, un luogo incantato: La Rocca Tartufi e Conserve, casetta ristorante in legno dove i fratelli Andrea e Mariangelo Martelli offrono degustazione di prodotti a base di tartufo nero che trovano con l’aiuto dei loro cani lagotti.

In sella per boschi di faggi
Salendo ancora si arriva alla piana di Campitello di Roccamandolfii, dove la terza domenica di luglio si tiene una grande festa di paese per celebrare le antiche tradizioni pastorali del Matese e i suoi sapori (Festa del Pastore).
Lungo la strada è d’obbligo una sosta in località Orto-Catene per ammirare il famoso faggio secolare: un patriarca del bosco con un tronco dalla circonferenza che sfiora i 5 metri. Di nuovo in sella, si torna a Roccamandolfi: il portoncino della sede di Life Cycles è rimasto aperto, “ma tanto qui nessuno ruba, ci conosciamo tutti e abbiamo fiducia”, spiega Giancarlo.

Tuffo nella storia
Altra tappa, per giungere nei pressi delle sorgenti del fiume Volturno, nella piana di Rocchetta, valle protetta ai piedi delle Mainarde. Dietro agli archi dell’acquedotto augusteo appare l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, una meraviglia dell’Alto Medioevo tornata a vivere dopo anni di abbandono grazie a una nuova comunità di monaci benedettini.

Un tesoro nella cripta
Poco più in là, l’ex complesso monastico, oggi sito archeologico, ha molti segreti sepolti ancora da scoprire. Ma non quello considerato più prezioso, almeno finora: la Cripta dell’Abate Epifanio, un minuscolo e arcaico ipogeo custode di un ciclo di affreschi tra i più importanti della pittura altomedioevale europea. Un tesoro miracolosamente sopravvissuto ai secoli, alle incursioni e alle mode che, si sa, passano, mentre la bellezza vera resiste. E in Molise esiste.

Nutrire lo spirito
Creata nel 2011 poco dopo l’acquisizione da parte della famiglia Ferro del Pastificio La Molisana, con sede a Campobasso, l’Officina della Pasta è uno spazio interno all’azienda, aperto sia ai dipendenti – ”per coccolarli, favorire l’aggregazione e rafforzare il loro senso di appartenenza”, spiega Rossella Ferro, Responsabile Marketing – sia al pubblico.
Si organizzano incontri con le istituzioni, le scuole, gli chef per raccontare il prodotto, farlo testare e assaggiare. E ogni sabato, durante l’appuntamento Campagna Letteraria, autrici e autori presentano le loro opere ai cittadini: “Perché”, conclude Ferro, non ci si nutre solo di cibo, ma anche di cultura e di sapere”.
Come arrivare in Molise
In treno: Da Roma, Milano, Napoli o Bari a Campobasso bisogna prevedere almeno un cambio su un regionale: a Pescara se si segue la direttrice adriatica; a Benevento o Roccaravindola se si arriva dal Tirreno.
In auto: A1 da Roma direzione Campobasso, uscita San Vittore; l’A16 e l’A14 collegano il capoluogo attraverso la SS 647 Bifernina con il versante adriatico e con il Sud Italia.
Dove dormire a Campobasso
Antica dimora La Terrazza: Moderno B&B all’interno di un palazzo antico, nel centro storico di Campobasso, con solo cinque ampie camere finemente arredate. Web: anticadimoralaterrazza.it
Palazzo Cannavina: Elegante boutique hotel tra le mura di un palazzo gentilizio. Oltre alle camere standard, sette suite tutte diverse. Web:palazzocannavina.com

Dove mangiare in Molise
Ristorante Olmicello: Nel cuore del paese di pietra, un tripudio di cibo da gustare in terrazza o nell’ex granaio seminterrato con antiche volte in mattoni. Da provare la pizza e minestra, piatto povero della tradizione a base di farina di mais e erbe di campo. Web: ristoranteolmicello.comPrezzo medio: 30 €
La Rocca Tartufi e Conserve: Lo chalet dei fratelli Martelli è sia shop dove acquistare salse, creme, condimenti a base di tartufo, tutti prodotti a km 0 nel laboratorio in paese (Via Fontana 15), sia ristorante. Da provare la bruschetta con caciocavallo e crema di tartufo nero e le pappardelle fatte in casa con scaglie di tartufo fresco. Web: tartufilarocca.it
Az. Agricola Costantini: Carni e salumi, formaggi con latte di vacche di razza bruna, zuppe di legumi, dolci tipici con ricotta e marmellate… tutto fatto in casa. Indirizzo: via Strada Provinciale 1, Rocchetta a Volturno (IS). Web: agriturismocostantini.com
Cosa comprare in Molise
Antica Stamperia Aurora: Cartoleria d’epoca specializzata nell’arte della calligrafia, famosa per gli eleganti inviti vergati a mano e sigillati con ceralacca. Web: anticastamperiaurora.it
Il Molise non esiste: Formaggi, salumi, farine, pasta, conserve, vino, olio e molto altro tutto made in Molise, come i manufatti degli artigiani locali che in questa bottega hanno trovato uno spazio-vetrina. Web: il-molisenonesiste.it
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